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3

settembre 2015

RIFUGIATI MARCHIATI IN REPUBBLICA CECA

Da mesi i cittadini europei hanno dovuto assistere inermi ad una tragedia umanitaria che ha colpito migliaia di profughi provenienti dall'Africa e dal Medio Oriente. Negli ultimi giorni le notizie di cronaca legate al dramma dell'immigrazione sembrano interminabili e suscitano grande indignazione e dubbi sulla capacità europea di gestione della politica sull'immigrazione e soprattutto sulla sensibilità e capacità di garantire il rispetto dei diritti umani e della dignità della persona. Oggi, la tristezza per le raccapriccianti immagini di immigrati morti nel retro di un tir o al largo delle coste libiche, non può non accentuarsi in seguito a quanto avvenuto in Repubblica Ceca, dove i poliziotti hanno marchiato con un pennarello le pelli di circa duecento migranti per indicare il treno e la loro provenienza. Il rispetto per la persona umana e della sua dignità personale sembra essere venuto meno per motivi logistici e di efficienza riportando la mente al periodo della Shoah e in qualche modo ai tatuaggi impressi dai nazisti sulla pelle dei detenuti nei Campi di Concentramento. Il Benè Berith Giovani è composto da ragazzi di religione ebraica, molti di noi sono nipoti di deportati altri invece sono nipoti di ebrei libici fuggiti negli anni Sessanta sperando di trovare in Europa un luogo di sicurezza e di rispetto della persona umana indipendentemente dal sesso , dalla religione, dalla razza, dalla lingua o dalle condizioni personali o sociali (art. 3 Costituzione). Noi tutti proviamo grande apprensione per la tragedia dell'immigrazione e speriamo che si trovi al più presto una soluzione pacifica, confidando che nel frattempo sia garantito con impegno e dedizione il rispetto a migliaia di persone che giungono sul territorio europeo alla ricerca della tutela di diritti fondamentali che nei loro paesi di provenienza non sono garantiti.

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